Ornella Muti si apre su Pasquale: «Mi ha fatto ricredere sugli uomini»

Ornella Muti si apre su Pasquale: «Mi ha fatto ricredere sugli uomini»

La terza puntata di Ballando con le stelle si chiude all’una e 43 con la vittoria della coppia Ornella Muti-Pasquale La Rocca. Una serata di danza, confessioni e tensioni, con Milly Carlucci alla guida dello show.

Per Anna Safroncik arriva il momento difficile: dopo tre sabati si sente demotivata perché il maestro Leonardo Lini, racconta, non le dedica le attenzioni che vorrebbe. «È difficile quando non c’è l’altro. Non funziona la relazione, il dialogo, non lo sento più».

Lini ammette che stanno facendo fatica e che cercano un passo avanti l’uno verso l’altra. Barbara d’Urso la invita a non appesantire il rapporto: se il suo potenziale è dieci e ora vale sette, dovrebbe essere felice di poter migliorare, altrimenti rischia di demotivare il maestro.

Alberto Matano osserva che sembra in cerca continua di attenzioni, mentre Guillermo Mariotto attribuisce la distanza anche al carattere di Lini, «un polentone» di Bassano del Grappa. La vicenda resta aperta.

La rumba di Monica Guerritore accende la pista. In sala prove, l’attrice parla del desiderio e della sensazione che, a 60 anni, una donna venga messa da parte e non sia più negli occhi degli uomini. Ma aggiunge che può piacere anche a un uomo di 40 anni, pur precisando di stare con il marito, Roberto Zaccaria. In pista si misura con il ballerino Luca Urso. Matano la definisce competitiva e le chiede se sia gelosa di Muti: Guerritore risponde che tra lei e Francesca, il vero nome di Ornella, c’è spirito di sorellanza e che entrambe resistono.

Nella sala delle stelle, Muti confida a Guerritore di non baciare nessuno da tredici anni e di essere sola per scelta: non aveva incontrato un’energia capace di farla vibrare. Poi arriva la rivelazione su La Rocca: «Pasquale mi ha fatto ricredere in un mondo maschile che avevo messo da parte, il nostro Pasqui è arrivato come una bomba atomica.

Mi ha fatto pensare che tra me e lui potrebbe esserci qualcosa». Il loro paso doble, rosso e passionale, conquista il pubblico. D’Urso apprezza l’interpretazione, gli abiti e le gambe; Mariotto nota che i due si respirano a pochi centimetri, un’intimità che, a suo dire, vale più di un bacio.

Simona Ventura le chiede se abbia fatto sogni erotici, dopo la confessione sui tredici anni senza baci: Muti ride e nega. Racconta però che Pasquale ha un’energia maschile forte, è gentile ma anche duro e ha capito che rimproverarla troppo la farebbe chiudere «come un’ostrica». «Mi fa venire voglia di darmi», dice. Sono le 23. 18.

Lo show diventa anche uno spazio di confessioni. Eugenio Finardi, pur non essendo Fred Astaire, si mostra empatico e parla dei suoi tre figli e della scoperta, alla nascita, che Elettra era affetta dalla sindrome di Down. Mariotto apprezza che non si nasconda dietro «maschere fasulle». Massimo Ghini fatica a mettere insieme quattro passi: i giudici non commentano, mentre Carolyn Smith dice che deve trovare il meccanismo. D’Urso lo definisce «inguardabile», ma Ventura nota che quella sera non aveva la solita faccia da piccola fiammiferaia.

Noemi Bocchi piange parlando della separazione dal marito quando i figli erano piccoli. Dice che oggi i bambini hanno capito, sono dolci ed educati, e si domanda se sia stata una brava madre. Ventura le chiede poi chi abbia preso l’iniziativa con Francesco Totti, ricordando che nel suo ultimo libro si parla del loro primo bacio. Bocchi risponde che le piace essere corteggiata: «La donna deve rimanere donna». Aggiunge: «Io a fa’ la pantera, no». Una battuta che si scontra con le immagini evocate da Matano, che le attribuisce «gli occhi della tigre», e da Mariotto, che la chiama «vipera».

Le ballerine per una notte sono Rosanna Lambertucci e la signora Coriandoli. Jimmy Ghione racconta che da bambino gli mancava l’odore del minestrone di casa: stava con la tata, il padre era spesso fuori e lui non si infilava nel lettone con i genitori. Non si sentiva visto e, a 62 anni, si commuove. All’una e mezza scende in pista Manuela Moreno con Carlo Aloia e riceve una pioggia di dieci. La sua interpretazione da seduttrice vampira comprende un morso al collo del ballerino; Mariotto commenta che, a quell’ora, si può fare «il porno horror».

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