Reinhold Messner ha scoperto di avere un difetto cardiaco congenito soltanto dopo l’impianto di un pacemaker. Per decenni non ne aveva saputo nulla e, in quel tempo, è diventato il primo uomo a scalare tutte e quattordici le montagne della Terra oltre gli ottomila metri.
L’alpinista di Funes, in Alto Adige, oggi 82enne, ne ha parlato in un’intervista. “Il 20% del mio sangue non scorre nella direzione prevista a causa dell’insufficienza della valvola cardiaca”, ha spiegato.
Il pacemaker è stato impiantato dopo un malore: secondo siti di lingua tedesca, Messner è crollato a terra con il battito cardiaco estremamente basso e, due giorni dopo, è stato sottoposto all’intervento. Solo allora i medici gli hanno comunicato la diagnosi di un difetto che lo accompagnava dalla nascita.
Dopo aver ricevuto la spiegazione, gli sono tornati in mente alcuni segnali del passato, rimasti senza una diagnosi. “Quando i medici mi hanno spiegato, mi sono ricordato che anche da bambino a volte mi sentivo stordito e una volta sono svenuto sull'autobus”, ha raccontato.
Con quel cuore Messner ha compiuto imprese senza precedenti. Nel 1978 è salito sull’Everest senza ossigeno supplementare insieme a Peter Habeler, per la prima volta nella storia dell’alpinismo; due anni dopo è tornato sulla stessa montagna da solo. Ha completato la serie degli Ottomila il 16 ottobre 1986, raggiungendo gli 8.516 metri del Lhotse in cordata con Hans Kammerlander. Venerdì saranno passati quarant’anni esatti.
Il primo Ottomila risale al 27 giugno 1970, quando Messner raggiunse la vetta del Nanga Parbat nella spedizione in cui perse la vita il fratello Günther.

Dopo la stagione delle grandi cime arrivarono i deserti di ghiaccio: tra il 1989 e il 1990 attraversò a piedi l’Antartide insieme ad Arved Fuchs. Seguì il mandato al Parlamento europeo, dal 1999 al 2004, e la creazione dei sei musei della montagna che portano il suo nome.
Nell’intervista, alla quale ha partecipato anche la moglie Diane, Messner ha raccontato un altro episodio avvenuto in estate. Durante un’operazione di routine per due ernie inguinali di vecchia data si è verificata un’emorragia interna all’addome, che lo ha debilitato gravemente. Diane ha descritto la fretta con cui il marito voleva tornare alla vita di prima; lui ha commentato: “Fa parte della realtà della mia età”.
Messner non vuole essere definito una leggenda e ha parlato apertamente anche dei suoi desideri riguardo alla morte. “Prima di tutto, vorrei che non arrivasse ancora”, ha detto. Ha aggiunto di non desiderare una tomba e di sperare “in una morte pacifica, se possibile senza dolore e grande sofferenza”.
