Almeno 60 soldati rifiutano la fucilazione di Hasan in streaming

Almeno 60 soldati rifiutano la fucilazione di Hasan in streaming

Almeno 60 militari hanno chiesto di non partecipare alla fucilazione di Nidal Hasan, dopo la decisione del capo del Pentagono Pete Hegseth di trasmetterla in diretta streaming. Hanno definito l’esecuzione «grottesca e barbarica» e sollevato obiezioni di carattere religioso o morale, secondo la Military Religious Freedom Foundation.

«Chi si è opposto – ha spiegato Mikey Weinstein, fondatore dell’organizzazione – ora rischia di essere incluso tra i 180 militari selezionati per il plotone. Ma un conto è eseguire un ordine di esecuzione, ben altra cosa è trasmetterla in streaming, permettendo a ogni bambino di seconda elementare in grado di usare internet di guardarla in diretta».

Almeno 60 soldati rifiutano la fucilazione di Hasan in streaming

Hasan, ex maggiore dell’esercito, nel 2009 uccise 13 soldati americani e ferì altre 52 persone durante un attacco alla base militare di Fort Hood, in Texas, dove prestava servizio come psichiatra. Ferito dalla polizia al momento dell’arresto, rimase parzialmente paralizzato e costretto sulla sedia a rotelle.

Se Hasan non presenterà ricorso, l’esecuzione avverrà il prossimo 3 dicembre. Sarebbe la prima fucilazione dal 1945. L’ultima condanna a morte eseguita da militari risale al 1961, quando John Bennett fu impiccato per stupro e tentato omicidio.

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato che non assisterà alla diretta: «Quest’uomo ha commesso il peggior attacco terroristico sul suolo americano, al di fuori dell’11 settembre. Se alla fine verrà trasmessa in diretta, io non la guarderò».

L’Onu ha già condannato la scelta di trasmettere l’esecuzione in streaming, definendola una possibile forma di tortura. Secondo le critiche, questa decisione metterebbe gli Stati Uniti sullo stesso piano di Paesi che accusano di violare i diritti umani, come l’Iran.

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